ELLENCONSERVATION


RESTAURARE I DIPINTI



NATURA MORTA OTTOCENTESCA


PRIMA          Dopo

Il dipinto prima e dopo l'intervento conservativo

Questo dipinto, di proprietà di un privato era già stato restaurato in passato, pulito molto aggressivamente fino a cancellare parzialmente i frutti. Ho rimosso la vernice gialla che alterava la cromia, ma anche le numerose deiezioni di insetti. Nella cornice ho ripristinato la meccatura di cui rimanevano poche tracce su volontà del proprietario, a cui piacciono gli effetti sfavillanti anche se poco naturali.

FIORI      FIORI DOPO

Particolare dei fiori ingialliti e con numerose deiezioni di insetti, prima e dopo l'intervento.

 
 CIELO PRIMA   Cielo Dopo

Particolare del cielo prima e dopo l'intervento.

TAVOLO          TAVOLO DOPO

Particolare del tavolo prima e dopo l'intervento.




UN DIPINTO FUTURISTA



TOTALE         DOPO

Il dipinto prima e dopo l'intervento di restauro.

Forse è inesatto definirlo "futurista", ma Remo Fabbri gravitava nella cerchia di Carrà, con cui spesso collaborò. Il soggetto del dipinto rimandava alla guerra ed  era realizzato ad olio su una tavola di compensato molto sottile, fortunatamente non alterata nella forma, ma compromessa fortemente dalla presenza di fori di tarli. Cadute di colore erano avvenute in molte zone, a causa della scarsa adesione della pittura ad olio al substrato, rivelatosi un dipinto a tempera. La tavola era dunque un riuso nel quale l'incompatibilità tra il legante acquoso e quello oleoso sovrammesso senza acuna preparazione intermedia ha compromesso la stabilità della pellicola pittorica. La tempera sotto inoltre, proprio per la mancanza di preparazione, risultava molto impoverita di legante creando una effetto "sfarinatura" che si ripercuoteva sulla stabilità dello strato superiore. In un rtentativo di consolidamento successivo si è tentato di fermare la pellicola pittorica stendendo una spessa mano di colla animale sulla superficie, che ovviamente non ha risolto il problema di stabilità ed anzi ha compromesso anche la fruizione estetica dell'opera, alterando la cromia di alcune parti, in particolar modo il cielo.
Ho realizzato una pulitura selettiva delle parti nel tentativo di assottigliare ed eliminare lo strato di colla, alternando fasi di consolidamento localizzato per poi procedere con il reintegro estetico. Le dimensioni del dipinto erano 150x90 cm.
 cielo prima    Cielo dopo

La pulitura della parte azzurra ha riportato alla luce le pennellate, coperte dalla colla ossidata. Per il reintegro pittorico ho usato la tecnica della selezione cromatica, utilizzando i colori dell'area attigua in modo che il mio intervento fosse visibile solo a distanza ravvicinata.



UN DIPINTO DEL SEICENTO


Totale prima           totale finito

Il dipinto prima e dopo l'intervento di restauro.

Il dipinto, di proprietà privata, ha rivelato subito una sorpresa di cui il proprietario non si era accorto: una scritta sul retro della tela con indicazioni di vario tipo. Era infatti indicato un precedente restauro nel 1898 (o 1868) da parte di un sacerdote di nome Botta. Il dipinto fu in quel momento ancorato ad un telaio rimediato,  probabilmente un riutilizzo dal momento che vi erano tracce di tessuto trattenuto dalla fila di chiodi sul regolo destro. Inoltre, questo debole telaio fu adattato alle dimensioni del dipinto piallandolo in alcune parti. Il dipinto stesso, lacerato nella zona superiore, fu inchiodato sul fronte in due punti vicino alla testa della Madonna poichè la tela era troppo corta. Le indagini con luce UV hanno messo in evidenza una scritta meno leggibile, dove si indicava un' ulteriore data, il 1678 ed è stato possibile distinguere "Abbatis Grimane Cappellanus". La scritta Abbè Grimani compariva anche sul foglio appoggiato sul tavolo nel dipinto, sotto i libri, e l'angioletto con il cartiglio "interveni pro clero" suggeriva che il 1678 fu un anno particolare per questo abate. Dalle mie ricerche documentarie, ho scoperto che egli divenne Abate commendatario della ricca abbazia cistercense di Santa Maria di Lucedio presso Trino, Vercelli. Questo personaggio allacciò rapporti con i Savoia, che ebbero fiducia in lui fino a nominarlo Vicerè di Napoli. Uomo di grande cultura, scrisse diversi libretti per opera e chiamò Haendel a Napoli per musicare appunto l'"Agrippina". Il soggetto del dipinto è dunque plausibile che sia Vincenzo Grimani. 

putto      putto dopo

PuttpIl putto prima e dopo l'intervento di restauro.
     

telaio      telaio dopo

Il telaio è stato sostituito perchè era una cornice di riuso molto sottile, che non svolgeva più la sua azione meccanica. Si è dunque optato per una soluzione espandibile che possa garantire una continua tensione della tela nel tempo.




IL DIPINTO SU LASTRA DI METALLO


Totale inizio       total fine

Il dipinto prima e dopo l'intervento.

Il piccolo dipinto a tempera, di proprietà privata, presentava cadute di colore in diverse parti. Realizzato su lastra metallica senza alcuna preparazione, richiedeva particolare attenzione per la difficoltà di adesione del pigmento al substrato non poroso.
famiglia prima       famiglia dopo

Particolare dei visi della famiglia prima e dopo l'intervento.

Bambino       bambino dopo

Particolare della figura del Bambino prima e dopo l'intervento.




UN DIPINTO DEL CINQUECENTO


totale prima  totale dopo

Il dipinto prima e dopo l'intervento.

Il dipinto ad olio, di proprietà privata, era stato precedentemente sottoposto ad una pulitura molto aggressiva, con la quale si erano persi i visi di alcuni personaggi e molti dettagli dei panneggi. Sono intervenuta nella reintegrazione concentrandomi soprattutto sul fondo e sui panneggi, mentre Gloria, una amica restauratrice, completava i visi e le parti più complesse. I visi sono stati ricomposti grazie ad una ricerca del proprietario, noto storico dell'arte che ha attribuito il dipinto al pittore Rocco Marconi. Esistono infatti diverse versioni di questo tema, "L'Adultera", realizzate da questo stesso autore. E' stato così possibile avere delle tracce su cui basarsi per il ripristino estetico dell'opera.

panneggio Gesù prima    panneggio Gesù dopo

Dettaglio della veste della figura centrale prima e dopo.


dettaglio 1 prima     dettaglio 1 dopo

Dettaglio del fondo architettonico prima e dopo l'intervento.


Dettaglio2 prima   detaglio2 dopo

Dettaglio della figura femminile prima e dopo l'intervento.




L'ICONA RUSSA


  prima       Icona dopo

Il dipinto con la cornice, prima e dopo l'intervento.

Il dipinto su tavola di manifattura russa e di autore ignoto, settecentesco e di piccole dimensioni, proveniva dalla Pinacoteca di Budrio, dove è stato ricollocato. Il restauro è stato condotto all' Accademia di belle Arti di Bologna sotto la supervisione della docente, Marilena Gamberini, che ne ha seguito tutte le fasi. La tavoletta presentava un imbarcamento evidente, fenomeno piuttosto comune ai substrati lignei, soprattutto se assottigliati come in questo caso. La tavoletta era stata ridimesionata probabilmente per rientrare nelle dimensioni della cornice, non originale e piuttosto degradata. Il dipinto era già stato restaurato realizzando una pulitura molto aggressiva, che aveva asportato gli strati di rifinitura come le lacche e particolari dorati degli abiti, oltre che l'oro del fondo. La mia azione è stata calibrata sulle reali esigenze del dipinto, la cui vernice era ingiallita, praticando una pulitura localizzata e una operazione di ritocco a selezione delle parti stuccate, prima annerite.

ritocco   ritocco2

Particolare del ritocco delle lacune del bordo superiore del dipinto.


velo1   velo2

Particolare del ritocco della lacuna sul velo della Madonna.




LA PORTA SETTECENTESCA

prima    dopo    verso prima

La porta prima e dopo l'intervento di restauro.

Questa porta faceva parte degli arredi di Palazzo Tozzoni ad Imola, pervenuta nel laboratorio di restauro dei dipinti su supporto ligneo all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Dipinta a tempera, anche se ormai invecchiata, richiedeva particolare attenzione nella pulitura delle parti cromatiche. Sono quindi stati selezionati i solventi idonei altrattamento di ogni area. E' stato necessario anche l'intervento sulla struttura con il risarcimento di poche evidenti fessurazioni. Il lavoro è stato condotto dagli studenti dei corsi del terzo e quarto anno, tra i quali c'ero anche io.
dettagio pulitura   dettaglio pulitura   dettaglio pulitura

Particolari durante la pulitura.




LA PARATIA SETTECENTESCA

totale prima     parte centrale prima   parte centrale dopo

La struttura della paratia è stata smembrata per essere trasportata in laboratorio all'Accademia.

La paratia lignea settecentesca chiudeva una parte di un corridoio all'interno di palazzo Tozzoni ad Imola. In questo modo era stato ricavato un vano lavanderia a cui si accedeva dalla porticina di destra, mentra quella a sinistra permetteva il proseguimento sul corridoio. La paratia, realizzata in legno di conifera, era stata dipinta a tempera ed aveva subito dilavamenti che ne avevano alterato l'aspetto asportando gran parte delle decorazioni. Portata all'interno del laboratorio di restauro dei dipinti su supporto ligneo all'Accademia di Belle Arti di Bologna, è stata sottoposta ad una delicata operazione di pultura per poi reintegrare tutte le parti pittoriche. Anche in questo caso sono state risarcite alcune fessurazioni evidenti dovute al ritiro del legno. Questo lavoro, avvenuto contestualmente al precedente, è stato condotto dagli studenti del terzo e quarto anno del corso.
porta sinistra prima   porta sinistra dopo   porta destra prima   porta destra dopo

Le due porte laterali prima e dopo il restauro.

particolare prima   particolare dopo

Particolare decorativo di una delle due porte laterali.
   
particolare decorazione prima   particolare decorazione dopo

Particolare decorativo della parte centrale prima e dopo il restauro.



   
TEMPERE GIGANTESCHE

pulitura   pulitura

La pulitura a secco delle tele era in parte già stata eseguita, ma l'ho portata a compimento. In seguito i restauratori hanno studiato un metodo di consolidamento idoneo a fermare le cadute di colore che non compromettesse la cromia delle tempere.

Durante il tiriocinio formativo estivo di 300 ore condotto all'interno del LABORATORIO DEGLI ANGELI a Bologna, ho avuto la fortuna di poter lavorare su tele di grandi dimensioni provenienti da San Petronio, la Basilica più grande e conosciuta di Bologna. Le enormi tempere, di Vittorio Maria Bigari, pittore bolognese del Settecento, erano collocate all'interno di una cappella laterale, incastrate nel muro in uno spazio opportunatamente realizzato per accoglierle. Il lavoro è durato diversi mesi, quindi io ho concorso alla realizazione di alcune fasi del restauro, ovviamente sempre seguita dai restauratori del laoratorio. Con poche foto indico quindi le fasi del lavoro che mi hanno coinvolto.
innesto   strisce preparazione   strisce applicazione

Una fase molto importante del lavoro è stata quella della realizzazione degli inserti, quella più faticosa invece è stata la realizzazione di strisce perimetrali da applicare lungo tutto il perimetro.




LA SIBILLA

pulitura  pulitura tween  consolidamento

Prima pulitura superficiale dell'opera e consolidamento.

Durante lo stesso tirocinio al Laboratorio degli Angeli, ho eseguito alcuni passaggi sul restauro di opere di privati, attentamente seguita dai restauratori del laboratorio. Questo dipinto ad olio, seicentesco e di autore ignoto, non presentava grandi problemi, ma al solito elenco i procedimenti che mi hanno coinvolto.



DIPINTI SACRI

viso suora prima  viso suora dopo

Particolare di una figura prima e dopo la rimozione dello strato ossidato di materiale organico.

Durante il mio secondo tirocinio curricolare di 300 ore all'interno del laboratorio SOS ART a Bologna, ho partecipato al restauro di alcune opere provenienti da Chiese e Conventi del territorio. Questo dipinto aveva subito un trattamento inidoneo, atto a ravvivare la lucidità della vernice. Sulla superficie era stata sfregata della cipolla, che nel tempo ha degradato l'aspetto dell'opera annerendola. Una volta rimossa la patina appiccicosa lasciata dalla cipolla con grande difficoltà, la vernice al di sotto risultava ossidata ed ingiallita. Si è dunque praticata una seconda pulitura differenziata, con solventi idonei ad ogni campitura cromatica, differentemente sensibile all'azione dei solventi. Ho partecipato ad entrambi passaggi opportunatamente seguita dalla restauratrice titolare del laboratorio, Carlotta Scardovi.
sacro cuore pulitura   seconda pulitura

Fasi della prima e seconda pulitura.




VIA CRUCIS

stazione 8   dipinto prima   dipinto dopo

La stazione numero 8 della via Crucis prima e dopo l'intervento di restauro.

Sempre durante il secondo tirocinio all'interno del laboratorio SOS ART, ho partecipato al restauro delle stazioni della via Crucis realizzate dal pittore locale settecentesco Pietro Fancelli. Le piccole tele realizzate ad olio erano state incollate su dei cartoncini. La vernice era ingiallita ed erano evidenti molte ridipinture che dopo la pulitura sono state rimosse, lasciando in evidenza stuccature scure e molto rigide. Queste ultime sono state sostituite con un tradizionale stucco, e poi trattate esteticamente con basi a tempera e velature a vernice. Anche le cornici erano state interamente ridipinte in grigio. Sono quindi stete riportate all'originale legno con dorature. Opportunatamente seguita dalla restauratrice Carlotta Scardovi, ho lavorato interamente sulla stazione numero 8, per aiutare poi in alcuni passaggi del restauro di tutte le altre tele.
stazione 1   stuccature   basi a tempera

Alcune fasi del restauro della stazione numero 1 della via Crucis: prima del restauro, stuccature e basi a tempera.



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